In ignis indegni

In ignis indegni

 

L'uomo tradì la terra e tutta

la generosa vita quel giorno

di già infuocato sole

Ora sono teschi ammassati

i cumuli di sassi fra la cenere

Nere grottesche rose le basi

dei silvani cespugli arsi

Ma brilla lo stesso e di più

il sole e noi di spine adombra

in questa spettrale tragedia

Inferno dalle mani d’un ladro

 

A tizzoni ridotto ha il respiro

Ogni stremata corteccia

facilmente si sfalda

Ogni ramo si sgretola e

tinge la pietosa mano

fra il veleno di sentieri

rodendoci il fegato

 

Era vero il timore di Zeus

Non siamo degni del dono

se desolazione è l’unica cosa

sappiamo creare dal fuoco

diapasonando

Danidannusa