La guerra abbandonata

 

Ognuno vuole la propria terra

Goderne i frutti e le promesse

Dei profeti

Ancora le alitano le pietre

In quel macigno di fede

E agita gl’inariditi animi

Di caldo e fango

Le necessità fomentano

La medicina e l’oppio

Il petrolio e l’odio

Sotto la bandiera portata

In strada come stendardo

Di nuova giustizia per la vita

Mentre altrove tirano i conti

Gli approfittatori e forse

Tolgono le tende gli attentatori

 

Stanchi soldati tornano

Finalmente a casa

Gli aerei volano via da

quel cruento tempo

troppo breve fra il lasciar

vivere e il far morire

(nessuno in guerra può aver pietà)

Gli aerei volano via da

Quel futuro di sangue e di

Difficile improbabile pace

Dietro quegli incompresi veli

A quelle ali affidano i figli

 

Come poetessa vorrei trovar

Parole come di muezzin

La nenia a raccogliere speranze

In equilibrio statico

Prostrate ai piedi della ragione

Pace e delizia ai popoli

Papaveri

 

Papaveri sotto il ponte

Ravvivano il ciglio

Rimbombano le nostre

Note sotto gli archi

Sui nostri capi altre

Sponde si congiungono

 

Arriveranno in alto i nostri echi?

 

Intanto rapisce gli occhi

Quel rosso vivo sugli esili steli

Tanta sanguigna corolla

Retta quasi dal niente

Sembra impossibile

Eppure un filo è reggente

 

 

Unforgettable

speranzosamente

Danidannusa