cambio pelle per narrarti di altre anime animali

La libertà delle cicale

Ore silenziose di un meriggio estivo

di azzurro senza nuvole

al riparo da un sole minaccioso

solo un lezioso gorgheggio nell’aria

impettito richiamo giocoso

si convince lentamente a zittirsi

all’arrivo del frinire delle cicale

lieve e lontano oltre le mura

è l’eco di campi sterminati

 

Libertà che non so percorrere

rinchiusa nelle mie comodità

La felicità della scrofa

Sul muro a secco

Il vento scolpì nella roccia

La felicità della scrofa

Che tutta stagion di vita

Lì aveva trascorsa pasciuta

Dall’uomo e dalla terra

Rotonda panciuta e beata

 

Il grifo immortalato

Disperse l’ultimo grugnito

Disperato prima d’esser

Presa a tradimento

Da quelle mani sempre

Attese nel presagio di

Una lama che non vide

divina spira

Danidannusa

NEL MIO HABITAT NATURALE