sotto lo scudo d'ozono l'uomo e la terra

Fortuna

 

 

Fortuna che la natura è prepotente!

Ridono di noi i gabbiani in volo

e le rondini schizzando a bassa quota,

sogghignano i germogli dagli

apparenti morti dell’inverno

e il mare protesta e ribolle

in tempesta sbattendoci in faccia

l’ineliminabile che non lo sfama

 

Fortuna che la natura è implacabile

nell’invadere terre e minimi spazi

viscerandoli di radici intricate

e di colori infiniti che noi miseri

possiamo solo maldestramente copiare

assaliti dai sottili rovi dell’incanto

 

Fortuna che è gelosa e impenetrabile!

Non dà mai una vita facile

ci costringe controvoglia a lottare

e a studiare le sue mosse

nell’eterno eliso scenario

del suo ironico sconsiderato sorriso

Danidannusa
(Premio Speciale al 27° Concorso Nazionale di Poesia inedita Ossi di Seppia)

Acqua ossigeno e verde per tutto il pianeta