verso il Paradiso

I fiumi della consapevolezza

 

In questa prateria d’asfodeli

 non ho né fame né sete.

Speranza è esser da Ciane difesa

o incontrare Matelda o il Lete.

 

Davanti inevitabili colpe

annego nel fiume del fragile

dolore di Anapo e scappo.

Dimenticare. Nascondermi. Sparire.

 

Metempsicosi e crisi

depurano la mia essenza

fin quando il frutto delle mani

saprà di rinovello certo.

 

In Eunoè mi bagnerò

e poi sarò consapevole,

esule da ogni errore riuscirò

ad esser donna amorevole.

Danidannusa